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Abitudine al cambiamento – vita da expat

Due mesi fa ho pubblicato un post in cui parlavo di me (io ai tempi del coronavirus). E’ piaciuto molto ma sono passati due mesi in cui ho capito che la quarantena da expat ha un sapore diverso dalla classica quarantena. Per un expat temi come cambiamento e distacco sono assai ricorrenti.

Quindi ho deciso di provare a raccontare in questo post che cosa significa. Ho anche chiesto a 6 amiche italiane ma residenti in Olanda di inviarmi il loro racconto di quarantena. Ho intervistato Luana, Paola, Claudia, tutte di regioni diverse ed età diverse. Tra qualche giorno pubblicherò anche le loro risposte.

QUARANTENA #ANDRATUTTOBENE

Piccola premessa: oggi scrivo mentre qui è ancora in vigore il lockdown intelligente. Le palestre, i ristoranti, musei e bar sono ancora chiusi. Quindi siamo un po’ indietro rispetto all’Italia dove si è già verificato il ‘liberi tutti’.

Ancora più piccola premessa: vivo in Olanda da 8 anni, quindi il mio pensiero è un po’ più articolato e maturo rispetto a chi è expat da pochi mesi. La profondità temporale fa la differenza, lo assicuro.

In io ai tempi del coronavirus parlavo di come l’#andràtuttobene non mi convincesse e molti di voi mi hanno scritto dicendo che condividevano il mio stesso pensiero. Ho trovato quindi persone come me che pensavano, già nel lontano 20 marzo 2020, che saremmo stati costretti ad accettare una nuova versione di noi stessi, con cui ora dobbiamo iniziare a fare i conti. Che non saremmo stati gli stessi di prima, ma che saremmo stati diversi.

Per me la cosa più difficile da gestire è stata proprio quella di ritrovarmi diversa senza averlo voluto o cercato. E’ capitato e basta.

VITA DA EXPAT 

Per un expat convita come me sperimentare una nuova ‘situazione’ non è stata una cosa nuova, sono abituata al cambiamento. Da quando vivo in Olanda, e quest’anno compio l’ottavo anno di residenza, ho iniziato un processo di cambiamento e di adattamento ad una nuova realtà. Mi sono confrontata con varie persone e affrontato varie sfide, la prima su tutte ovviamente quella di creare InsolitAmsterdam dal nulla e di riuscire a farla diventare un’azienda riconosciuta e di successo. Essere donna pensante, imprenditrice, giovane e attiva in Olanda ma essere aliena in Italia. Se vogliamo dunque il cambiamento mi ha sempre accompagnato. Vivo da expat ogni giorno e visito l’Italia da expat.

FASI DELL’EXPAT

Se volessimo riassumere le fasi dell’expat, possiamo dire che sono le seguenti:

  • fase 1→  SPACCARE IL MONDO: ho voglia di spaccare il mondo e cercare riscatto economico e sociale in un posto in cui sentirsi apprezzati e gratificati
  • fase 2 → SCOPERTA DELLE DIVERSITA’ A CUI SEGUE CRESCITA E CONFRONTO COSTRUTTIVO: questa si verifica ad esempio quando accetti di buon grado che gli olandesi mangiano l’aringa a colazione. E tu non puoi farci niente se non accettare.
  • fase 3 → TENTATIVO DI COSTRUZIONE DELLE RELAZIONI SOCIALI con altri expat sradicati e itineranti. Persone senza radici e con plurime capacità linguistiche.
  • fase 4 → RICORDO E RIMPIANTO DI CASA: quando ricordi la tua gioventù ma poi vedi i TG e ricordi il motivo per cui non riesci più a sentire l’Italia come casa tua.

EXPAT DURANTE IL COVID

La vita da expat ti rende diversa. Ti fa cancellare, rimettere in discussione ciò che davi per certo e ti fa imparare nuovi codici culturali del paese in cui scegli di vivere. E per me il ricordo dei codici culturali con cui sono cresciuta si è pian piano affievolito. Le priorità cambiano con il tempo e impari ad accettare il cambiamento. Per alcuni è più facile, per altri più difficile. 

Cosa è successo a noi expat durante il covid? Abbiamo vissuto l’esilio di non poter entrare nel nostro paese di nascita nel momento in cui fosse stato più tranquillo tornare. Ditemi voi se questo è paragonabile a rinunciare all’aperitivo. Secondo me no.

L’ABITUDINE AL DISTACCO

La vita da expat a lungo termine è una vita che conduci quasi sempre in distacco da qualcosa. E’ una cosa che tristemente accetti e a cui ti abitui. Non ti piace, non la vorresti, ma ti ci abitui.

La vita da expat ti insegna che la tua famiglia è lontana e non solo per i 2 mesi di quarantena, che i tuoi affetti sono lontani e che non puoi raggiungerli quando vuoi. 

E probabilmente è questo il motivo per cui la mia quarantena olandese ha toccato corde molto diverse da chiunque non abbia mai vissuto altrove che casa sua. 

L’ABITUDINE AL SACRIFICIO

La vita da expat è una vita che ti abitua al sacrificio, e non al sacrificio di non vedere nonni e genitori per 2 mesi, ma al sacrificio di crescere e di essere senza di loro. Il sacrificio di essere scesi a patti con il fatto che queste sono cose a cui abbiamo dovuto e voluto rinunciare. 


Ora condivido quello che Luana ha detto di aver imparato da questa quarantena, che secondo me calza veramente bene con quello che ti ho appena raccontato di me:

Ho imparato che tornare a casa non sempre si può e che i soldi non possono comprare la libertà.

Per il resto dovrai aspettare ancora qualche giorno.


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