Sinterklaas: arriva ad Amsterdam il Babbo Natale olandese!

Sinterklaas, o come lo chiameremmo noi San Nicola, arriva in città in una domenica di metà Novembre in sella al suo cavallo bianco. Dal momento in cui San Nicola mette piede in città partono i festeggiamenti del Natale e i bambini possono mettere davanti la finestra la loro scarpa, scarpa in cui riceveranno tanti dolci e tanti regali.

La storia di Sinterklaas è complessa e ha sicuramente dei risvolti coloniali a causa della presenza di Piet (Zwarte Pier) nel racconto della tradizione di Sinterklaas.

La tradizione di Sinterklaas

La preparazione per l’arrivo di Sint parte da lontano. Già da settembre, quando iniziano a comparire i primi biscotti alla cannella nei supermercati.

Il culmine di questo entusiasmo si verifica a metà novembre quando Sint arriva in città. Dal momento in cui Sint arriva i bambini preparano le loro scarpe sul davanzale per far sì che Piet (l’aiutante di Sint) possa visitare la casa ogni notte e lasciare un dolcetto o un altro piccolo regalo nella scarpa.

In cambio i bambini lasciano nella loro scarpa generalmente una carota, fieno o zollette di zucchero come regalo per il cavallo di Sint.

Piet, l’aiutante di Sint, ha un ruolo importante nella storia. Per molti anni, cioè da quando è nata questa tradizione alla fine del 1800, è stato rappresentato chiaramente con tratti ed elementi che tristemente ricordano temi razzisti, tanto da far nascere una vera e propria questione della ‘blackface’.

La blackface di Piet- il razzismo associato alla storia di Sinterklaas

Il personaggio di Piet è stato reso popolare in un libro per bambini della metà del XIX secolo scritto da un uomo molto interessato ai membri della famiglia reale olandese, “uno dei quali ha acquistato uno schiavo in un mercato di schiavi al Cairo a metà del XIX secolo”, dice Joke Hermes , professore di media, cultura e cittadinanza alla In holland University. Questo schiavo, suggerisce Hermes, potrebbe aver contribuito a ispirare il personaggio di Zwarte Piet.

In questa tradizione che risale al 1800 Piet infatti ha la pelle nera, labbra rosse e orecchini d’oro. Sicuramente un chiaro riferimento alla tradizione coloniale olandese. Infatti prima che i Paesi Bassi abolissero la schiavitù nel 1863, il paese era profondamente coinvolto nella tratta transatlantica degli schiavi tanto da far pensare che Piet non sia altro che lo schiavo coloniale a cui viene appunto dato il nome di Zwarte Piet .

La pressione di attivisti come Esajas e Quinsy Gario , che hanno avviato il progetto Zwarte Piet is Racisme (“Black Pete è razzismo”), ha convinto alcune città e molte scuole a eliminare gradualmente il blackface dalle loro celebrazioni. 

Ora Piet è spesso rappresentato come l’aiutante che si cala dai camini per portare doni ai bambini e nel farlo si sporca di fuliggine.

L’arrivo di Sinterklaas ad Amsterdam

La data di arrivo di Sinterklaas è il 14 novembre. Quasi ogni città d’Olanda organizza la sua parata ma ovviamente quella di Amsterdam è la più grande e la più gettonata.

Questo è un giorno speciale per tutti noi: Sint arriva in città la mattina presto a bordo di un’imbarcazione a vapore carica di regali direttamente dalla Spagna, e approda in città accompagnato dai “Pieten”, i suoi simpatici aiutanti.

L’arrivo di Sint è veramente imponente: tutti aspettano il suo arrivo. Alcune strade vengono chiuse al traffico e transennate perchè lo spettacolo che viene organizzato è maestoso. Intorno alle 11:00 della prima domenica dopo San Martino inizia la parata cittadina che comprende carri, musicisti, figuranti vestiti da Piet che si occupano di intrattenere la folla e distribuire dolci alla cannella in attesa dell’arrivo di Sinterklaas e del suo cavallo bianco.

Onestamente anche per me è una gran festa: tutte le volte che ho partecipato alla parata ero davvero contenta di ricevere anche io i biscotti alla cannella, i famosi peppernoten!

La sua permanenza dura fino al vero e proprio giorno di festa: il 6 dicembre!

La festa di San Nicola per gli adulti

La festa di San Nicola non è una festa solo per bambini. Anche gli adulti festeggiano. Prima della festa c’è l’usanza di riunire amici e parenti, scrivere il nome di ognuno su un bigliettino, pescare a turno uno di questi bigliettini e impegnarsi nell’acquisto di un regalo per la persona di cui si è pescato il nome. Lo scambio dei regali avviene il 5 dicembre, in compagnia di tutti gli invitati e ogni dono viene accompagnato dai “sarcastic poems”, ovvero delle poesie divertenti, ironiche, ricche di doppi sensi e giochi di parole  volti a prendere in giro il destinatario del regalo.

Dopo pochi giorni arriva infine (e finalmente!) il Natale. Il menù di Natale non è standard ma prevede comunque dei must che non possono mancare a tavola: lo Stamppot, piatto unico mangiato tutto l’anno a base di patate, verdure e carne, zuppe di ogni tipo, tacchino ripieno e gallina. Ma sono i dolci i veri protagonisti della cucina natalizia olandese: non possono assolutamente mancare gli Oliebollen (letteralmente palle di olio) che sono frittelle ipercaloriche con mele o uvetta; gli Speculaas, biscotti sottili speziati e dalle svariate forme; i Pepernoten, biscottini tondi alla cannella con o senza cioccolato, il tutto accompagnato dal Gluhwein, un vin brulè molto speziato contente anice, noce moscata e cannella.

LEGGI ANCHE IL PIATTO DELLA TRADIZIONE OLANDESE: LO STAMPPOT

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Foto della copertina: https://excelsior20.nl

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